Pages

Ads 468x60px

8 gennaio 2012

Palline Cinesi

Le palline cinesi sono un antico strumento per l’autoerotismo femminile.
Sicuramente meno imbarazzanti da comprare e da utilizzare rispetto ai più ingombranti sex toys, costituiscono un giochino straordinariamente piacevole.Il modello classico di palline cinesi, o geisha balls, è costituito da due sfere (di metallo o di plastica) delle dimensioni di palline da ping-pong.Le palline sono collegate tra di loro con un filo e, come dei tampax, si introducono nella vagina mantenendo il cordoncino fuori. Ogni sfera contiene un'altra sfera più piccola e pesante che si muove all’interno provocando incredibili sensazioni.La cosa interessante delle palline cinesi, rispetto ad altri strumenti per l’autoerotismo femminile, è che la donna può tenersele dentro per ore, magari mentre va a fare la spesa o in ufficio, ed essere continuamente sollecitata ed eccitata. E’proprio il movimento del corpo che mette in funzione il meccanismo delle palline cinesi.Ben presto, dopo aver familiarizzato con questo giocattolino, la donna imparerà a mettere in movimento le palline cinesi semplicemente contraendo i muscoli della vagina. In questo modo le sfere internamente si agiteranno con maggiore intensità regalando un incredibile piacere. Un buon ritmo è di circa una contrazione al secondo per serie di 2 o 3 minuti l'una.Questo esercizio allena e tonifica i muscoli vaginali. Facendo raggiungere una perfetta padronanza sulla propria vagina. Di questo ne beneficerà anche il partner che, durante la penetrazione, sentirà il proprio membro come catturato e massaggiato con maggior vigore.Naturalmente, cosa fondamentale delle palline cinesi resta l’inusuale piacere autoerotico, ben diverso da quello provato con i normali oggetti fallici, soprattutto perché riescono a stimolare alla perfezione il punto G.Consiglio a tutte le donne di provare le palline cinesi.E quando ci si stanca, basta sfilarle tirando il filo.


7 gennaio 2012

Paure e timori nel Bdsm



Quando si parla con persone che ricercano e desiderano un'appartenenza, nella fattispecie il desiderio di sottomissione e obbedienza in ambito BDSM, molti esprimono la loro preoccupazione sulla percorribilità di tale relazione; la maggioranza esprime il timore della delusione e della ferita emozionale che potrebbe derivarne dal fallimento di tale rapporto. È più che comprensibile il provare angoscia e timore, considerando il fatto che si dona il proprio corpo, il proprio spirito, il proprio cuore ed il proprio amore nelle mani di qualcun altro. Una prospettiva spaventosa che suscita il timore della sofferenza fisica ma anche mentale. Ciò è indubbiamente vero durante la fase iniziale e per persone che si cimentano per la prima volta, ma anche per tutti coloro che hanno appena concluso una “ storia” catastrofica con la memoria permea di dolore, patimento e afflizione.

Per colui che si candida a Dominante, tutta la difficoltà sta quindi nel neutralizzare le protezioni e le barriere difensive che i traumi e timori trascorsi hanno fatto scaturire, facendo il possibile affinché non risorgano nella nuova relazione. Essendo ogni relazione unica, il raffronto e la riproduzione sistematica non sono applicabili, né auspicabili. Il Dominante non deve subire il carico delle esperienze precedenti, ma dovrà conoscerne l'esistenza e vegliare a riassicurare, decolpevolizzare e ricostruire a volte sulle rovine del doloroso passato. Il Dominante ha una responsabilità molto ardua di fronte a questo compito ed al timore che egli stesso genera. È soltanto con la comunicazione che le paure potranno iniziare a dissiparsi….. ma scompariranno realmente? La fiducia libera... ma non fa tutto. La liberazione passa attraverso la verità e i sentimenti provati nell’ evoluzione del nuovo rapporto. La slave non deve essere considerata un giocattolo, ma un essere che ha diritto alla verità più assoluta, soprattutto se la menzogna fu la ragione delle ferite e delle disillusioni del rapporto precedente. La comunicazione deve essere permanente e nei due sensi. La slave, da parte sua, ha la responsabilità di comunicare i suoi timori; Il Dominante di ascoltare, tenere conto, comprendere e riassicurare. Occorre ribadire che un collare non è la garanzia sul fatto che quel rapporto rimarrà eterno.




5 gennaio 2012

Spanking

Esiste un mondo sotterraneo fatto di piacere nell'infliggere e nel subire punizioni corporali che si avvale di tecniche flagellatorie di antica memoria, quali l'uso battipanni, frustini, cinture, verghe di betulla, e soprattutto mani. Il dungeon in cui stiamo per addentrarci è una nicchia cerebrale che pochi hanno il coraggio di esplorare, eppure ha in sè un fascino tutto suo che si può apprezzare solo trovando la voglia di riassaggiare quel sapore amaro di denti e chiappe strette nell'attesa della sculacciata della mamma per la marachella fatta da bambini. Chat Monella
Ma qui non si gioca, si fa sul serio. Tettonedi Donne Nude, Donne Matur e Scambisti
Lo spanking non è altro che la famigerata sculacciata che tutti, chi più chi meno, abbiamo temuto e assaporato da piccoli.
Non fate però l'errore di immaginare solo qualche pacca sui glutei, la "fine arte dello spanking" è appunto un'arte, con particolari regole da osservare.
Il "bottom spanking" in particolare (lo sculaccione sulle chiappe) non è una perversione cruenta, pericolosa e violenta, ma un modo un po' movimentato di eccitarsi, una pratica vecchia come il mondo che esce dagli armadi segreti della libido umana per investire di caldo piacere/dolore chi si appresta a praticarla.
La sculacciata a mani nude non presenta connotati prettamente sadomasochistici, però affinchè la messinscena risulti davvero eccitante, occorre rispettare i ruoli:
LUI paterno, pacato e autorevole ;
LEI terribile, ribelle e capricciosa fino all'inverosimile.

Nel 1786, Lady Henriette P. Montague scrive nel suo diario come dovrebbe comportarsi l'amante ideale: "Sollecito e comprensivo, ma non eccessivamente perspicace. Detesterei un uomo con sensibilita' femminile, quel modo di indagare nei pensieri che fa sentire l'indagato colpevole anche se non lo e', bugiardo anche se sta recitando un versetto della Bibbia. Le punizioni dovrebbero avvenire invece per cause futili e sciocche, ed essere comminate dall'uomo sulla donna che ama con sguardo enfaticamente burbero - che la donna fingerà di prendere sul serio, naturalmente - e mano leggera. Una sculacciata può essere molto divertente e anche straordinariamente eccitante, se data e ricevuta con queste premesse."

Il favoloso mondo dello spanking non è dunque nato oggi, e neppure ieri.
Sono note infatti le memorie storiche sull'orbilianismo [da Orbilius Plagosus, maestro di scuola citato da Orazio, che sottoponeva con smaniosa goduria i propri alunni alla "cura dello staffile"] e sulle correzioni che i frati gesuiti amavano infliggere ai loro discepoli in epoche in cui di libertà ve n'era ben poca e le marachelle, anche le più innocenti, venivano punite in modi terribili.
Non per niente, per adempiere al delizioso compito di frustare gli allievi, nei collegi gesuiti veniva incaricato un "padre correttore", specialista in disciplina, il quale eseguiva le correzioni stabilite dagli insegnanti.
Gli allievi trasgressori subivano le pene pubblicamente, curvati su un banco o su un inginocchiatoio, con il divieto di lamentarsi e di gridare, pena la moltiplicazione dei colpi.
In uno scenario tanto lugubre sembra difficile immaginare qualcuno che goda di un'eccitazione *sana* nell'infliggere e nel subire punizioni corporali, eppure in tutto il mondo si riuniscono centinaia di adepti del nuovo gioco di società del millenio, da fare in coppia o in gruppo ma sempre rigorosamente a mani nude!
L'effetto erotizzante della mano che colpisce il fondoschiena può infatti essere fatalmente utile per risollevare le sorti di una relazione in caduta libera.
A questo scopo tante coppiette si riuniscono per godere dell'ebrezza di un sonoro schiaffone sulle chiappe per ristabilire ruoli perduti e l'equilibrio tra gioco e seriosità nel rapporto.
Lo spanking in questo senso è un modo per giocare in due, per creare un'atmosfera di stuzzicante intimità, per camminare sul sottile filo di lama che delimita la finzione dalla realtà, per emozionarsi con sensazioni forti e per mimare situazioni e ruoli inconsueti di "dominatore/correttore" e "capricciosa/da raddrizzare" .
Se siete quindi stanchi del solito sesso standard, se vi serve qualche stimolo per combattere la noia del fast-sex, sperimentate una sonora sculacciata punitiva per rimettere in moto ormoni e bollenti spiriti.
Una sculacciata inflitta da un amante finto-burbero, ammirevolmente autorevole, paterno e patriarcale, che gliele dia sul popò alla pestifera indomabile che ha bisogno di una raddrizzata.
Attenzione, non un uomo autoritario.
Non ce n'e' bisogno, anzi, è auspicabile il contrario.
Perche' alla fine, in questo scenario della fantasia erotica femminile, è la donna quella che si diverte di più, colei intorno alla quale ruota il maschio protettivo, padrone fino a un certo punto, padrone perchè così vuole lei, padrone per il di lei diletto.

4 gennaio 2012

Voglia di sottomissione

E' inutile, per quanto si cerchi di reprimere la propria natura, per quanto la si voglia nascondere dietro la routine quotidiana, dietro l'abusata maschera di "normalità", questa prima o poi torna a galla.
E ritorna forte il desiderio di essere dominata, posseduta e umiliata, magari di fronte a qualcuno che non si conosce. Quante fantasie perverse, tutte in attesa di trovare il coraggio di rischiare, di spezzare le catene che  impediscono di fare quello che   si desidera.

3 gennaio 2012

All'inizio, M. non amava essere portata al guinzaglio. E' stato necessario molto tempo per addestrarla. Alla fine, per amore, solo per amore, M. ha imparato ad essere una brava cagnetta. Ha imparato a non sporcare in casa, a patto di essere portata fuori almeno tre volte al giorno. Ha imparato a obbedire ai comandi più semplici: "Cuccia", "Seduta", "Vieni qui".